Quando si torna da un viaggio

Sono arrivata, spengo il motore e resto un momento lì, seduta sulla sella della mia moto: la guardo e la ringrazio per le emozioni che mi ha saputo regalare e anche se adesso è  sporca e da rimettere in sesto, non mi ha mai tradita. Poi butto l’occhio al contachilometri e penso che stavolta di strada ne ho fatta davvero tanta. Sono soddisfatta, stanca e felice, ma il sapore della nostalgia sale già nella mia bocca.

Quando si torna da un viaggio si prova sempre un pizzico di malinconia, per tutti quei momenti vissuti fino a un attimo prima e che hanno reso il viaggio ciò che è stato.

Un viaggio in moto è un’esplosione di emozioni. Tutto è amplificato: saranno le tante ore passate in sella a macinare chilometri; saranno le curve e i tornanti attraversati da nord a sud; saranno i passi conquistati in vetta; saranno i panorami mozzafiato visti mentre percorrevi quella strada di cui tutti parlano ma che ancora non avevi percorso; sarà l’adrenalina che sale mentre apri il gas e lasci scorrere le ruote sull’asfalto; sarà l’ansia di non uscire indenne da quel maledetto sterrato inaspettato.

E poi ci sono i discorsi fatti sui migliori itinerari, perché quella strada è più bella di quell’altra e non puoi non farla; c’è il piacere di incontrare persone nuove lungo la strada; c’è l’ospitalità degli albergatori che trovano il posto più adatto per alloggiare le moto; c’è la paura di non aver visto un autovelox; c’è l’adesivo da attaccare al passo conquistato; c’è la giornata in cui proprio non riesci a fare una curva decente; c’è che fa caldo e sudi e poi fa freddo e hai la maglia termica nel borsone legato dietro; c’è che speri che non piova; c’è che non ti sei ricordato di accendere la videocamera e ti sei perso quel bel paesaggio.

E poi c’è la curiosità dei motociclisti che restano affascinati nel vedere tre donne in moto; c’è l’orgoglio femminile di essere biker; ci sono i dolori alle ginocchia dopo una giornata in sella; ci sono le pause caffè al bar perché devi fare tappa al bagno e sgranchirti le gambe; ci sono i selfie in tutte le pose possibili per cercare l’angolazione migliore; ci sono le risate a crepapelle la sera sul lettone a commentare le nostre avventure; c’è il momento di scazzo, perché anche tra amiche succede ma tanto poi si fa pace; ci sono le chiacchiere dentro il casco con l’interfono e i commenti sullo stato delle strade; c’è che “è presto, si fa un altro passo? – si ma non torniamo tardi che non voglio viaggiare col buio”; c’è il bicchiere di vino che ti scioglie i sensi; c’è che oggi sono stanca e voglio andare piano.

I pensieri volano via dietro al vento che ti scombina i capelli, la mente viaggia mentre bruci l’asfalto. Questa è libertà e voglia di vita.

Ho buttato fuori le sensazioni a caldo provate alla fine di questo viaggio che noi abbiamo chiamato #tuscanyroad. Forse non sono le sole, forse non sono nemmeno raccontate bene ma sono vere e sono nostre e quando si torna da un viaggio restano nel cuore.

 

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