Tre piccoli passi per non lasciare i vostri sogni nel cassetto

“I miei sogni sono ribelli. Non vogliono starci nel cassetto.”

Anche i vostri sogni sono ribelli? Ecco tre piccoli passi per non lasciarli nel cassetto.

Chi di noi non ha mai avuto dei sogni nel cassetto? Fin da quando siamo bambini sogniamo cosa diventare da grande: una ballerina, un astronauta, un veterinario. Poi si cresce e scopriamo che alcuni di quei sogni non ci interessano più, oppure non erano nel nostro cassetto ma in quello di qualcun altro. Altri invece restano lì, ad aspettare.

Cos’è un sogno nel cassetto

Credo che un sogno sia la visione di ciò che noi vorremmo essere per sentirci felici. Non una visione temporanea o passeggera. Ha più a che fare con il nostro io più profondo, che riguarda qualcosa a cui teniamo per davvero.

Uno dei miei sogni era quello di diventare una motociclista. Le moto, fin da bambina, le ho sempre adorate. Non so da cosa nascesse questo amore eppure quel mondo mi affascinava. Peccato che mio papà non la pensasse allo stesso modo e non c’è stato verso di fargli cambiare idea. E così, è successo che ho cominciato a pensare che forse questo sogno non era per me, che era meglio chiuderlo in un cassetto e buttare la chiave.

Oggi quel sogno l’ho realizzarlo. Evidentemente il cassetto non sono mai riuscita a chiuderlo del tutto. Ma soprattutto ho fatto in modo che quel sogno non restasse lì dentro.

E allora ecco tre piccoli passi per non lasciare i nostri sogni nel cassetto:

  • Essere pronti a cogliere i segnali: anche se forse quel sogno crediamo di averlo dimenticato, potrebbero capitare degli eventi che catturano la nostra attenzione e risvegliano il nostro interesse. Come è successo a me quando, partecipando per lavoro all’evento “Il tempo delle donne” organizzato dal Corriere della Sera, mi sono imbattuta in una conferenza dedicata a sole donne motocicliste, la Women Rider’s Night. Lì ho conosciuto la più grande community italiana di donne motocicliste, Missbiker, e mi si è aperto un mondo che non vedevo l’ora di esplorare. Ho capito che era la mia occasione.
  • Avere il coraggio di tentare: i sogni se restano nel cassetto non ci rendono felici. Eppure, nonostante ciò, l’ostacolo più grosso da superare siamo noi stessi. Non lasciarsi intimorire da quello che potrebbero pensare gli altri perché ci sarà sempre qualcuno che dirà la sua, e soprattutto imparare a superare i propri limiti, spesso solo mentali. Se non tentiamo non sapremo mai quello che riusciremo a realizzare per davvero.
  • Fare un piano d’azione e darsi una scadenza: se abbiamo già fatto i primi due passi è arrivato il momento di agire. I sogni ora sono i nostri obiettivi e non si realizzeranno per caso. Bisogna crearsi le condizioni ideali perché si avverino. Io, a distanza di qualche giorno da quella conferenza, avevo già recuperato informazioni necessarie, pianificato corsi, e definito una deadline. La motivazione sarà il motore per andare fino in fondo.

Di sicuro non possiamo aspettare che sia qualcun altro ad aprire quel cassetto al posto nostro.

Andare in moto mi regala emozioni e sensazioni che chi condivide questa passione può comprendere molto bene. E volerle esprimere è uno dei motivi di questo blog.

Qualunque siano i vostri sogni nel cassetto, spero riusciate a realizzarli quanto prima perché la soddisfazione è davvero appagante.

E poi, non è mai troppo tardi per aprire quel cassetto. Che aspettate?

di Ester Memeo

Ho scritto questo articolo dopo aver raccontato il mio sogno nel cassetto a Radio Lombardia durante il programma #buonasettimana del Life Coach Davide Schioppa. Ecco il podcast dell’intervista. 

Intervista #buonasettimana

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